Marco Ennis Mariani


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Poesie

VIDEO premiazione Premio LAURENTUM edizione 2009

Will

Che ne sa
un giardino
di chi gli pianta
i fiori

“Statu quo”

Risalendo per incontrar il silenzioso ticchettìo del tempo
vidi grosse sfere bianche e verdi pesanti appoggiarsi sui tenui e fragili agrumi quasi a sostegno della fresca albicocca del Sole.

“Una sintesi”

Inutile fiato soffia dal nulla
e scopri
se non il nulla
che sai
sei consapevole.

Il cielo e il mare si contendono il sole

Il cielo e il mare
si contendono il sole
lo strappano
lo tirano
il cielo non vuole perderlo
il mare lo vuole inghiottire
dopo il mare
lo sputa fuori
e il cielo
lo riprende con sè
intanto gli arbusti
alti ed eleganti
riflettono d'oro.
Una notte è passata

Cieli apritevi agli occhi che piangono

Attraverso il cammino
i piedi nudi
le conchiglie
l’acqua
la sabbia
l’uomo dimentica
l’uomo apprezza
l’uomo sente
l’uomo sa

Poi
un altro
nelle sue orme
fa quello che neppure lui
avrebbe immaginato potesse accadere
e dipinge
un uomo
di nero

“a : Rimbaud Arthur”

Anima inquieta
trattieniti
e sospingimi
al tuo orizzonte
ti voglio
già mia

Città

Perché?
Perché non c’è luce
sufficiente
del sole
per schiarire
la pelle
l’anima
di chi
resta scuro
per sempre
nell’anima?

Bologna due agosto millenovecentottanta

Nella sala
grigia e fredda
i nomi incisi sul sasso
non sentono
il fresco vento
che sta rendendo
il cielo più terso

Il dito

L’anima
ferita
non sanguina
è il corpo
dopo ucciso che gocciola,
ma
come prima,
non sanguina.
Ancora

L’opinione

Tempo nel
mio tempo
sei solo
una opinione.

Corri
passi
vai
(di continuo).

Aspetti
e accendi…
mentre
(mi ordini)

“Hey”

Inverno, amico aspettato.
Desidero e aspetto
l'amore che tu non dimentichi
di portarmi - anzi !
Lo rinfreschi !
Mi hai lasciato apprezzare il caldo e ora ?
Ora conservi per me i sogni, la primavera
e l'estate ormai prossima.
Sarà allora e soltanto allora
che ti ricorderò
apprezzando il tocco del vento.


Mal d’Africa

Passeggi
bel ragazzo
che non hai visto
il mare
per le regate.

Il vento
non
porterà il tuo abbrivio
di nuovo
fino all’Africa

Rumore

Le parole intorno
sono solo rumori
se gli occhi sono chiusi

Ricciolo biondo

Irresponsabile
poeta in riva
al mare
in attesa
dell’ispirazione
dorata
ingenuo
o cocciuto
il raggio di sole
nello sguardo

Mediterraneo

Padrone di
un lembo
di terra che
non ti appartiene
e bello
per sempre

L’inizio

Volli creder d’esser poeta
nacqui
legato a un destino
sconosciuto

Riflesso

Non sapevano
che sapeva
ed egli non sapeva
se avrebbe osato dirlo

Il vento è verde

Ho trovato la chiave e non siamo rimasti chiusi fuori la casa.
L’aria il vento la giungla
il campo della lavanda selvatica
e il campo della lavanda selvatica
prima e dopo il tempo nel tempo
il sole va a riposare nella mia casa.
Il ponte dell’immaginario
un miscuglio di odori al di sopra di dove comincia l’universo
c’è un laghetto nel giardino del Re.
L’attenzione dell’occhio al segnale
segnale di rimando
al volo attraversando la porta del sole libero
alto e dritto come un palo.
Spettrometria di una stella spettrometria di un tempo spettrometria di me a mio agio nella giusta distanza da ognuno
chiunque sente il proprio agio.
Sopra al di là sopra la città un quarto di luna
la potenza della mia immaginazione il mio punto fermo nell’universo il sottofondo musicale la ventilazione tiepido con o senza la previsione meteorologica mentre
il cielo e il mare si contendono il sole e il vento è verde

Spirito

Tenerezza ed eternità.
Spirito
mentre io mi sospingo egli appare.
Fiocchi avvolgenti formano cerchi
archi, occhi e si dissolvono.
Copio, imito quel ragazzo che dopo di me
con lo stesso lilla e i bottoni da strappare,
felpa e scarpe, sopraelevato,
percorre il viale centrale.
Ti ho scoperto tardi.
La vetrina ti parla più di me?
Tu mi dici: mi son visto bello!
E’ perfetto.
Ti guardano non solo gli specchi e sei felice!
Felpa e scarpe lilla.
Per dire qualcosa devo raccontarlo
e non ho ancora appoggiato
la mia mano sui suoi fianchi dondolanti
e ora posso farlo.
Energia invidiabile di una folla intera.
La notte, l’ultravioletto.
Il giorno, le scarpe.
Lilla


Libertà

E’ primavera inoltrata e sono ancora nel recinto
pretendo al di sotto della mia libertà
non corro verso nulla, ascolto il suono e mi cibo di anima.

Finiscono questi giorni e sarò fresco come quella volta
quando ero giovane e guardavo il crescere di me
senza accorgermi del cambio delle stagioni.

Dentro il lento “scendi” della pioggia
dentro il lento “sciogliere” del sole
dentro il lento o “veloce” trascorrere del tempo che neppur io so.

Impugno l’arma per non togliere ciò che ho
per non perdere ciò che avrei se l’arma agisse
priva della forza che io ho nella mano.

La mano che agisce medium dell’anima
ecco-dunque!-la pretesa della libertà
ecco-dunque!-il sentir al di sotto qualsiasi tempo e spazio
di cose che non sono e non saranno mai al di sopra del mio spirito.

Un saluto amici dell’audacia persa nel nulla
e scappata al primo suono della musica.

Musica del mio essere.

Scendi

Casuali incontri
notturni
il nastro
fa ombra
e il porfido
trema
il grillo timido
continua a
essere nascosto

SUD

Sei da me
stretta
occhi stretti.

Pensiero vagante
tonfo del mio cuore
e balla!

Lascia che sia tu
a non dover pensare
e balla!

Malinconia dell’amore
grappolo, non in tempo
per la vendemmia.

Uva fino al mezzogiorno.

Voci

Lasciatevi dall’aria trasportare fin oltre i pendii
ove si ritiene avvengano le formazioni delle stelle.

Nuvole di fiori scendono ora dai balconi.

Il mio vedere non è offuscato
l’animo è sereno
e lascio parlar la ragione.

Finestra

Destinata a dar luce e aria
elemento portante
che dai sulla strada
nel cortile
nel prato o verso il mare.

Finestra sopra il tetto
attraverso te appare il cielo.

Finestra col terrazzino
finestra che puoi discendere
apertura panoramica.

Senso della larghezza
della mia vista
arieggi
illumini
o sei dipinta sopra un muro.

Finestra di smalti diversi
attraverso te appare il campo.

Ampie maniche dalle quali esce
la ricca controfodera di seta
o la camicia preziosa a sbuffi.

Ti apro
fuori dall’immaginabile
quanto tempo sono stato prima di apparire
e adesso che fretta c’è
mi prendo il tempo.

Finestra aperta
attraverso te vedo, penso e sogno.

Questo sentiero finisce in un corso d’acqua
mi riprendo il tempo
fin che il Sole risplenderà

Una scelta

Il Crepuscolo degli Dei si dissolve…
Il bell’azzurro e l’entusiasmante rosa
nel tenue verde dell’ ultimo oro ricco
lasciano posto al blu della notte.

Allora volto le spalle. Occhi dritti al Levante.
Viaggiatrici del vento e del ghiaccio
appaiono scure nubi lontane all’Orizzonte.
Al di sopra galleggia una palla.

Giallo e grigio miscelano il blu reale…
Trascina con sé gli occhi del mare…della “Tranquillità”.
Si solleva e ridà al cielo un po’ di luce. Blu d’oltre mare e bianco
sfumano. La palla diventa radiante.

Ora i miei occhi devono alzarsi.
Anni luce brillano: “Stelle”.
Ora posso abbassare il mio sguardo all’Orizzonte
e i miei occhi si riposano un po’.

Ora voglio colori caldi.
Allora volto le spalle. Occhi dritti al Levante.
Al di sopra di una scura linea appartenente agli uomini
appaiono chiarissimi gli inizi di un nuovo giorno.

Nero e grigio con giallo e arancione in dissolvenza.
Celeste sempre più intenso. Rosso brillante: appare il Sole.
Ora che le nubi si sono dissolte
non volterò le spalle né al Levante né al Maestrale.

E mi sono diretto verso lo splendore del Sole

Vento

Come l’aria calda
che incontra l’aria fredda
il vento
come un profumo che viaggia
dentro l’aria
fino al naso
come un orizzonte che viaggia
fino al nostro occhio
tutto ciò che può esserci nell’aria
tra quello che c’è
e quello che vede
il nostro occhio

Take time out,
forget the worries of the world,
close your eyes,
relax & unwind


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